Installazione caldaie a Torino

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Installazione caldaie a Torino

Installazione caldaie a Torino: la storia di Valter Moda, titolare di MV Impianti S.r.l.

Tre aggettivi per raccontarti
È una domanda molto difficile, bisogna pensarci, però mi Vine d’istinto dire che io ho un carattere molto difficile, molto spigoloso, cambio umore molto in fretta, e mia moglie Sto arrivando! Sempre limare questi spigoli. Lei è maestra in questo, sa capire quando sono arrabbiato e mi lascia stare, così sfogo dentro di me le mie ire, e poi mi passa tutto. Quindi in questo carattere è così e forse sarà sempre peggio perché io ho sempre voluto il massimo, non mi accontento di saper lavorare, voglio il massimo dal mio lavoro, voglio il massimo dal contatto umano, voglio il massimo dai miei figli, voglio il massimo da tutti, e anche dai miei clienti (se il lavoro ti piace ed è fatto bene pagami 🙂 :)… per dire. Non voglio dire che sia egoismo, però questa mi ricerca della perfezione in me, si trasmette a volte in modo negativo nei confronti di quelli che lavorano con me. “Non ti va mai bene niente” è la cosa che io patisco di più di sentirmi dire… “Ma se va fatta così, con potete farla cosà… facciamo la così.” Finirlo non lo so, … io pretendo, pretendo sempre il massimo da tutti. Ho un carattere duro, però so anche essere molto dolce, molto simpatico, e a volte invece molto antipatico ma fa lo stesso 🙂
Altri aggettivi non li so, li ho già detti tutti?… però devo dire che alla gente piaccio così, poi sono stimato moltissimo e io sono contento. Poi ci sono anche quelli che non sono contenti, ma quelli che non sono contenti è perché sono anche un po’ invidiosi. Solo per quello, perché non posso dire di aver mai fatto volontariamente un torto a una persona. Piuttosto sto zitto. Piuttosto so tre giorni in silenzio per cercare di digerire il malcontento, però non sono in grado di fare male a una persona, mai, e neanche di dare contro a nessuno. Questa è la mia personalità.

Il lavoro per Valter

Da quando ero piccolo vivevo in mezzo ai raccordi, i tubi, giocavo con quelli, perché i miei vivevano in azienda, e avevamo un giardinetto, di fianco a capannoncino in cui c’erano i primi dipendenti, andavo un po’ in bicicletta, ma mi ricordo che la cosa più bella era assemblare questi raccordi. Questa è una cosa che ricordo, e che ricorderò sempre.
Un’altra cosa molto bella che ha voluto mio padre, e di questo gliene sono grato, è che prima di inserirmi al 100% in azienda, quindi appena mi ero diplomato, mi ha detto “Tu lavori già, hai sempre lavorato con me tutte le estati, però adesso devi fare un periodo di formazione tecnica sugli impianti termici; devi capire cos’è un impianto termico, devi imparare a progettarlo ed essere autonomo dai termotecnici per quello che si può, perché un buon tecnico, un buon idraulico, un buon tubista, deve capire come deve mettere i tubi, deve capire di che diametro devono essere, deve capirli e conoscerli e quindi saperli progettare, almeno nelle basi.”. E così fu, mi inserì da un termotecnico, un suo caro amico, lavorai per oltre un anno e mezzo, e mi ricordo benissimo di questa cosa: quando sono entrato ero il più giovane, eravamo in tre, tre apprendisti e disegnavamo al computer. Dopo tre mesi (io non vivevo bene in ufficio perché mi sentivo chiuso) però mi piaceva talmente tanto fare il lavoro, ed ero talmente stressato a stare in ufficio, che dopo tre mesi ha fatto stare a casa gli altri due apprendisti e io facevo il lavoro per tre, perché disegnavo talmente tanto e mi piaceva talmente il mio lavoro che mi diceva “Valter, tu sei una macchina”, e già allora ricordo che mi dava praticamente il doppio di quello che prendevano gli apprendisti di quel tempo. Minimo prendevamo 150/200 mila lire, a me dava 500 mila lire al mese, però facevo il lavoro per tre apprendisti. A me è servito tantissimo perché mi ha insegnato a dimensionare gli impianti elettrici, a dimensionare i circolatori, a fare il calcolo delle dispersioni, tutte quelle cose che mi portano ad avere un dialogo anche con i progettisti più esperti senza avere paura di parlare di idraulica o di termica con nessuno e in nessun caso.

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